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Neodata partecipa alla Startup Week Catania 2018: la prima edizione ai piedi dell’Etna

Febbraio 2019

Catania, 15 Novembre

Startup Week è una settimana ricca di conferenze, seminari, masterclass, workshop e incontri di networking, che vede coinvolti giovani, accademici e professionisti intorno ai temi dell’imprenditoria innovativa, e si svolge in diverse città nel mondo. L’edizione 2018 in corso dal 12 al 16 Novembre ha l’obiettivo di celebrare storie di successo, discutere di riforme e di iniziative che consentano l’espansione dell’innovazione locale al fine di incoraggiare le attività imprenditoriali e l’investimento sul territorio. Diversi i temi al centro della prima edizione catanese di Startup Week 2018, dal Digital marketing all’Artificial Intelligence (AI), dalla Blockchain alla Circular economy e molto altro. La giornata del 14 Novembre è stata dedicata ad AI, Big Data e Machine Learning in un susseguirsi di conferenze, tavole rotonde e workshop. Un congresso multidisciplinare ha aperto i lavori della mattina, ponendo l’accento sul ruolo che la ricerca e le tecnologie di AI possono rivestire nel determinare il futuro dello sviluppo e dell’innovazione in ambito tecnologico, economico e sociale. “Cos’è l’intelligenza artificiale e come possiamo definirla? Se da un lato l’AI esalta il valore aggiunto delle attività umane, quali sono però i rischi nascosti?”, questi alcuni degli spunti iniziali lanciati da Luca Naso, Data Scientist e Product Development Manager di Neodata Group e moderatore dell’incontro, che nello speech iniziale ha affermato: “Forse non siamo ancora in grado di costruire macchine intelligenti, ma esseri umani e macchine insieme possono certamente generare una vera e propria intelligenza collettiva.” Ricercatori, economisti, sociologi, filosofi e imprenditori hanno animato il congresso della mattina, tra questi questi Giovanni Giuffrida, CEO di Neodata Group, che nel suo intervento dal titolo “The new data driven world” ha parlato delle tre fasi dei BigData. “Oggi ci troviamo in una sorta di fase 3.0 dei BigData”, spiega Giovanni Giuffrida: “Se nella fase 1.0 si è cominciato ad accumulare e fare storage di (terabyte di) dati, nella fase 2.0 si sono sviluppate le tecnologie necessarie per analizzare e processare i dati raccolti. Oggi, la fase 3.0 pone una nuova sfida e un grande cambiamento: dare valore ai dati raccolti. Non si tratta di una sfida puramente tecnologica, ma di una sfida principalmente culturale. Saper dare il giusto valore ai dati implica avere risorse umane capaci di identificarlo e usarlo correttamente. Da qui il ruolo sempre più importante dei data scientist, fondamentali sia a livello tecnologico, per le competenze specifiche, che strategico, per combinare know-how e cultura aziendale.” Ad arricchire la giornata sono stati gli interventi degli altri speaker affrontando temi quali: “Computer vision, machine learning and beyond” del Prof. Battiato del Dipartimento di Matematica e Informatica all’Università di Catania (UniCT); “Come l’analisi dei dati può aiutare il processo decisionale nel campo medico e giudiziario” del Prof. Pulvirenti, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale e Dipartimento di Matematica ed Informatica dell’Università di Catania. Ed ancora il tema dell Ethical AI affrontata dai Prof. Bennato, Sociologo presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, ed il Prof. Simone Arcagni, docente presso il Dipartimento di Culture e Società dell’Università di Palermo, presso lo IULM di Milano e la Scuola Holden di Torino - che hanno posto l’attenzione sulla componente umana dell’intelligenza artificiale e i motivi per cui la filosofia e le scienze umane sono fondamentali per il successo dei progetti di AI e nell’attribuzione di valore ai dati. Le testimonianze di Massimiliano Zirone, Responsabile Sicilia di Banca Sella, e di Viviana Marano, Digital Transformation Manager del Gruppo Bruno Euronics, hanno mostrato come la digitalizzazione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rappresentano un cambiamento epocale che ci impone di ripensare le logiche manageriali tradizionali e di utilizzare un approccio sempre più smart e digital basato su una sinergia dei saperi, dove le scienze sociali e informatiche bene comunicano tra loro. La giornata si è un conclusa con un workshop teorico/pratico tenuto da Luca Naso sul machine learning che ha unito spunti teorici, casi di applicazione concreti ed un'esercitazione finale, con tanto di realizzazione di un modello predittivo. “Il machine learning è ciò che dà ai computer la possibilità d’imparare qualcosa senza che gli venga esplicitamente insegnato. In questo modo i computer acquisiscono una sorta di “conoscenza” che possono nuovamente sfruttare in futuro in totale autonomia”, spiega Luca Naso, che conclude l’incontro segnalando altri workshop, corsi online ed eventi futuri per chi volesse approfondire le tematiche del Machine Learning.

Ci vediamo l’anno prossimo!