<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=270060846955571&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

I 10 trend del digital marketing da considerare nel 2018

Luglio 2018

Quali sono i 10 trend topic del digital marketing per quest’anno? Ecco una carrellata delle tendenze che nessuno specialista di digital marketing può permettersi di ignorare: dal programmatic advertising alle stories di Instagram e Facebook.

 

Intelligenza artificiale (AI)

Secondo l’analista Gartner, entro il 2020 l’85% delle interazioni tra azienda e cliente si svolgerà senza l’intervento umano. L’artificial intelligence assume un ruolo chiave all’interno dei processi di digital marketing. L’AI permette di analizzare i comportamenti di clienti e prospect alla ricerca di tratti comuni. Incrociando i dati provenienti dalla navigazione online con le interazioni sui social e i blog, sarà possibile creare un identikit preciso e puntuale praticamente del nostro target.

 

 

Programmatic advertising

Il programmatic advertising si riferisce all’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale per automatizzare i processi di acquisto degli spazi pubblicitari. La possibilità di rivolgersi in un preciso istante a un’audience attentamente profilata con un messaggio pubblicitario accattivante migliora l’efficacia delle campagne di digital marketing e riduce i costi di acquisizione dei nuovi clienti. Secondo gli ultimi dati di eMarketer, entro il prossimo anno negli Stati Uniti ben l’84% del digital display advertising sarà programmatic.

 

 

Chatbot

Si tratta di uno dei trend più dirompenti in ambito digital marketing. Questa tecnologia, di diretta derivazione dell’intelligenza artificiale, usa la messaggistica istantanea per consentire agli individui di relazionarsi con i brand in tempo reale, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno. I chatbot sono in grado di fornire assistenza di base (o anche più complessa) e migliorano il grado di accuratezza delle proprie risposte con il tempo e l’esperienza. In alcuni casi, è anche possibile delegare ai questi operatori virtuali la vendita incrociata di prodotti e servizi. Con benefici evidenti: secondo un recente report di Juniper Research, i chatbot permetteranno alle aziende di risparmiare circa 8 milliardi di euro l’anno, specialmente nei settori banche e sanità.

 

 

Personalizzazione

I contenuti e le esperienze personalizzate sono diventati un aspetto essenziale delle strategie di digital marketing. Da anni, infatti, l’advertising “spray and pray” (letteralmente, spara nel mucchio e prega) ha dimostrato la sua inefficacia. A questa evidenza si somma anche l’evoluzione tecnologica in atto: cloud, analytics, intelligenza artificiale, data management platform (DMP)… Oggi sono molti gli strumenti a disposizione dei responsabili delle strategie di digital marketing per garantirsi un’interazione privilegiata con utenti e prospect. L’analisi dei dati sulle ricerche online, le preferenze e gli hobby, i comportamenti sui siti, tutte queste informazioni possono contribuire a disegnare un’interazione (o un’esperienza d’acquisto) assolutamente unica e irripetibile, che permette di ingaggiare e fidelizzare meglio.

 

 

Video

Secondo l’autorevole rivista Forbes, l’aggiunta di un video a un messaggio di e-mail marketing può aumentare il click-through rate di un valore compreso tra il 200 e il 300%. Nove consumatori su 10 ammettono che i video li aiutano a prendere decisioni di acquisto e il 64% di chi acquista online sostiene di essere più propenso a comprare un prodotto dopo aver visto un video dello stesso. Ecco perché nessun brand può ignorare il ruolo che i video rivestono per migliorare l’efficacia delle strategie di digital marketing.

 

 

App di social messaging

Le applicazioni di social messaging non servono solo per inviare emoji ad amici e parenti. Per capire l’importanza di queste App basta dare uno sguardo ai loro numeri:

  • 1,3 miliardi di utenti attivi su Facebook Messenger ogni mese (fonte: Facebook)
  • 2 miliardi di messaggi scambiati tra persone e aziende su Facebook Messenger ogni mese (fonte: Facebook)
  • 1,3 miliardi di utenti attivi ogni mese su WhatsApp (fonte: WhatsApp)
  • 55 miliardi di messaggi scambiati su WhatsApp ogni giorno (fonte: WhatsApp)

I brand non possono permettersi di ignorare questo fenomeno: secondo gli ultimi dati resi disponibili da Flurry Analytics, il 46% delle persone oggi preferisce comunicare con un brand attraverso le applicazioni di messaggistica e non più via e-mail e ben il 49,4% degli individui preferisce questo strumento alle telefonate per relazionarsi con un’azienda. Queste applicazioni permettono alle aziende di comunicare direttamente con i propri consumatori in modo altamente personalizzato. Facebook & co, inoltre, rappresentano un ottimo veicolo di popolarità e un buon modo per espandere il proprio mercato, ingaggiando clienti e prospect.

 

 

Ricerche visuali

Si sta già diffondendo da alcuni mesi negli Stati Uniti una nuova tipologia di ricerche che sfrutta le immagini. Pinterest è stata tra i primi a capire l’importanza delle strategie di ricerca visual con il suo Lens, un tool che permette di scattare una foto, caricarla su un motore di ricerca e sapere in un attimo dove è possibile acquistare la maglia indossata da un’amica, per esempio. Gli esperti di digital marketing di Google hanno seguito a ruota Pinterest e lanciato Google Lens, che riconosce oggetti, punti di riferimento e paesaggi attraverso la fotocamera dello smartphone. Ora anche Microsoft ha abilitato queste funzioni sul suo Bing Visual Search. Sarà possibile, per esempio, acquisire sulla rubrica del proprio telefono tutti i dati di una persona semplicemente fotografando il suo biglietto da visita, avere informazioni dettagliate su palazzi e siti storici, quadri e statue semplicemente scattando una foto. Le implicazioni di questa tecnologia per le strategie di digital marketing non sono da sottovalutare.

 

 

Micro momenti

I consumatori statunitensi spendono almeno 4,7 ore ogni giorno sul proprio smartphone e controllano i social media almeno 17 volte in 24 ore. Questo cambia in modo sostanziale i rapporti con i brand. Non si parla più di customer journey ma di micro momenti, brevi e numerosi, in cui l’azienda deve cercare di catturare l’attenzione del suo cliente o prospect. I messaggi di marketing devono essere più corti, chiari e incisivi. Ma, soprattutto, devono essere adeguati al contesto in cui il cliente si trova in quel preciso istante, per fornire sempre la suggestione giusta alla persona giusta nel momento più indicato. Oggi, il consumatore prende in fretta molte decisioni: cosa mangiare, quale ristorante scegliere, cosa acquistare o dove andare in vacanza. Per i marketer diventa essenziale anticipare e lavorare sui micro momenti per offrire messaggi pubblicitari personalizzati.

 

 

Ricerche vocali

Secondo Google, entro il 2020 il 50% di tutte le ricerche online sarà di tipo vocale. Le persone vogliono avere informazioni precise in brevissimo tempo e sono sempre meno disposte a digitare. L’intelligenza artificiale e le tecnologie di riconoscimento del linguaggio naturale stanno influenzando profondamente le strategie di digital marketing: molti brand hanno incluso le funzionalità di ricerca vocale nei loro siti per migliorare l’offerta di contenuti a valore per il cliente. Questa tendenza dovrebbe subire un’accelerazione quest’anno anche grazie alla progressiva diffusione, anche in Europa, degli assistenti digitali domestici come Amazon Echo, Google Home e Apple HomePod.

 

 

Storytelling visuale e stories

Cresce la popolarità delle stories (di Instagram, di Facebook, di Google): sintesi tematizzate di contenuti che hanno una durata limitata nel tempo, generalmente 24 ore. Questo rafforza inevitabilmente l’interesse dei brand per lo storytelling visuale (visual storytelling). Le stories offrono alle aziende nuove modalità per mettere in evidenza le idee e i valori che caratterizzano il brand, migliorando l’engagement e la brand awareness.